– Porto Corsini (RA) –
Una casa prefabbricata in legno era rimasto il sogno della nostra vita. Abbiamo unito il bisogno di una casa nuova in breve tempo e il desiderio di risparmiare sui consumi energetici, ed eccoci qui a raccontarvi la nostra storia.
Siamo Stefano e Giuseppe, cognati e – dopo tanti anni di attesa – anche proprietari di una bellissima bifamiliare in bioedilizia in provincia di Ravenna. La nostra avventura comincia vicino al mare, dalla vecchia casa di famiglia di mia moglie e mio cognato Giuseppe. Era un edificio vecchio, costruito nel 1929 e poi ristrutturato nel 1988, ma i problemi rimanevano sempre gli stessi: la casa non aveva fondamenta e l’umidità era ormai un incubo. Insomma, era giunto il momento di dare una svolta alla nostra vita e per fare questo avevamo bisogno di condividere il progetto con Giuseppe. Come abbiamo convinto mio cognato? Inizialmente non era molto propenso, la casa dove vive tutt’ora era abbastanza recente e l’unico disturbo erano gli alti costi energetici. Non è stato difficile però mostrargli che con una casa prefabbricata in legno avrebbe unito il risparmio energetico all’idea di creare un nuovo spazio per sé e sua moglie, ma anche per sua figlia che ormai chiedeva indipendenza.
Così, dopo aver sognato nelle fiere del settore per tanti anni, abbiamo deciso di contattare il costruttore tedesco Rensch-Haus, che con i suoi 140 anni di esperienza ci dava una garanzia di qualità unica. Già, parlo di Rensch-Haus perché il nostro è stato il progetto che ha segnato la nascita di Spazio Positivo e ancora oggi siamo fieri di aver firmato quel contratto numero 01!
Nonostante gli ottimi inizi, dobbiamo essere sinceri, qualche scoglio c’è stato. Dopotutto siamo al mare, qualche scoglio c’è sempre (per sdrammatizzare).
Nel 2013 non erano molte le banche che conoscevano le dinamiche di costruzione di una casa in bioedilizia e trovare un mutuo adatto alle nostre esigenze di finanziamento non è stato semplice. Rispetto a quelle tradizionali, le case prefabbricate hanno tempistiche di costruzione molto più brevi e quindi anche i tempi di erogazione del finanziamento devono essere più veloci. Dopo qualche porta chiusa, Spazio Positivo ci ha indicato istituti bancari e assicurativi già aperti a nuove formule e questo ci ha aiutati a partire con la marcia giusta. Siamo però felici che oggi questo iter sia più semplice grazie al nuovo servizio completo che Spazio Positivo ha pensato per chi vuole costruire una casa in legno: sicuramente se ci fosse stata allora una rete di professionisti già formati e presenti sul territorio, anche per noi sarebbe stato un inizio più rilassato.
Una volta superata la difficoltà del finanziamento, ci siamo lasciati trasportare da un’onda di creatività. Abbiamo suddiviso il terreno e ognuno ha pensato alla sua casa. Ne sono uscite due abitazioni totalmente differenti negli spazi, pensate ognuna per soddisfare i desideri della sua famiglia. Dall’esterno la differenza non si percepisce, ma una volta varcata la soglia si aprono due mondi che rispecchiano appieno le nostre personalità! Quella di Giuseppe è più tradizionale, con una mansarda e tutti gli spazi più comuni, mentre la nostra casa è stata progettata per ospitare un monolocale indipendente all’ultimo piano.
Dobbiamo ammetterlo, il nostro è stato un progetto proprio particolare, ma abbiamo trovato dei validi alleati, dalla progettazione alla realizzazione: Andrea Forrer per le questioni strutturali, Paul Lantschner per la scelta delle rifiniture. Così siamo partiti da un progetto valutato con un nostro tecnico di fiducia e Spazio Positivo ha fatto il resto proponendoci soluzioni su misura, senza mai dimenticare l’efficienza energetica e la qualità abitativa. Ricordiamo in particolare un episodio: avevamo richiesto una modifica sull’apertura delle porte-finestre e l’ingegner Forrer, fedele alla struttura della casa in bioedilizia, ci ha spiegato che quella variazione avrebbe causato dispersioni termiche molto gravi. Lo gradimmo molto perché questo progetto non stava a cuore solo a noi.
Dal progetto alla costruzione il passo è stato breve. Una volta demolita la vecchia casa e creata la platea – con un metro di rialzamento in più per allinearsi al livello del mare – il 28 luglio 2014 è stato posato il primo pannello. Eravamo così entusiasti del nostro progetto che anche io e Giuseppe siamo rimasti per dare un aiuto, sempre rimanendo fedeli alle impeccabili disposizioni di sicurezza del cantiere.
Con il camion e quella grande gru la costruzione era diventata un evento nel nostro piccolo paese. In 9 giorni di lavori la nostra casa era interamente costruita e ci divertiamo a ricordare quel signore che dopo solo pochi giorni dall’ultima visita ci disse: “Ma come? Io volevo vedere la costruzione della casa e invece siete già al tetto!”.
I lavori sono proseguiti in modo spedito e preciso, anche nelle rifiniture interne. Dopo aver scelto tutti i particolari durante le fasi di campionatura con Paul, noi non abbiamo dovuto far altro che aspettare le chiavi di casa. E le nostre aspettative sono state pienamente soddisfatte: tutte le finiture sono perfette e non lo dico solo io, ma diversi tecnici che sono stati a vedere la casa ci hanno detto che non è comune vedere dei particolari così ben curati! D’altronde, nelle proposte della campionatura c’era qualsiasi cosa volessimo ed è stato facile creare la nostra nuova casa come ce l’eravamo immaginata. La qualità, devo dire, ci ha stupiti: abbiamo verificato che la varietà e il prezzo erano in linea con il mercato e anche nel caso di alcune piccole imperfezioni abbiamo subito ricevuto assistenza e risolto il problema.
Da quel 24 ottobre, quando ci hanno consegnato le chiavi di casa, la nostra vita è cambiata totalmente: abbiamo detto addio all’umidità, ai rumori fastidiosi provenienti dall’esterno e anche al freddo. Nella casa vecchia bisognava sempre dare una sfiammata la sera per stemperare l’ambiente, oggi invece è la casa che ci pensa da sola con le sue pareti isolanti e sembra sempre che ci sia il riscaldamento acceso. Anche d’estate ci siamo liberati del caldo: il primo anno, non essendo abituati, mia moglie apriva sempre le finestre per tenere fresca la casa, ma poi ci siamo accorti che facendo così riscaldavamo le pareti e l’effetto era il contrario. Abbiamo imparato a lasciarci coccolare dalla nostra casa insomma, senza più preoccuparci di stare bene perché ci pensa già lei.
Ormai noi ci siamo abituati, ma tutte le persone che vengono da noi – anche in occasione delle Ecovisite – sentono che l’ambiente è più naturale, la vivibilità è sostanzialmente diversa. E quando gli amici ci dicono che si sente ancora il profumo del legno, noi ci sentiamo finalmente a casa.
Anche tu vorresti raccontare una storia così, un giorno? SCRIVICI per realizzare la tua nuova casa.


